Lato Cattivo

pallanuoto e varia umanità

Corsi e ricorsi

Facciamo un passo indietro di un quarto di secolo. E’ l’estate del 1984 quando la Pro Recco vince il suo terzo scudetto consecutivo, e lo fa in maniera anche un po’ rocambolesca vista la posizione alla fine della stagione regolare nell’anno dell’introduzione dei play-off. L’avversaria di quella finale era una squadra “nuova” nel mondo della pallanuoto italiana, arrivata per la prima volta in serie A solo pochi anni prima: il Circolo Nautico Posillipo, vera e propria istituzione napoletana capace di vincere in diverse discipline e pronta a farlo anche nella vasca da 33 metri. Nessuno immaginava che quella partita sarebbe stata un vero e proprio passaggio del testimone fra chi aveva dominato i 25 anni precedenti e chi stava per dominare i 25 successivi. La Pro Recco subiva di lì a pochi mesi un vero e proprio tracollo societario che la avrebbe tolta dai vertici nazionali per parecchi anni, con solo qualche attimo di gloria negli anni 1991-1992 e addirittura un drammatico spareggio per evitare la retrocessione in A2. Il Posillipo invece cominciava da quella sua prima finale a fare incetta di partecipazioni e vittorie: altre 5  finali consecutive con 4 vittorie, poi tre anni di pausa e una nuova impressionante serie di 15 finali in 17 anni con 7 vittorie.

Sempre alla metà degli anni ’80 un altro nome raggiungeva le prime posizioni della classifica: la Libertas Pescara, poi Pescara Nuoto, denominazioni sempre oscurate dagli sponsor di turno. Gli adriatici non raggiunsero i numeri del Posillipo, ma si tolsero non poche soddisfazioni in Europa vincendo Coppa dei Campioni, Supercoppa, Coppa Len e Coppa delle Coppe. Queste due squadre restano oggi negli archivi come sinonimi stessi della pallanuoto italiana dell’ultimo scorcio del secolo scorso. E oggi?

Oggi le cose sono cambiate, e parecchio. Il Posillipo attraversa una profonda crisi interna, snobbato da parte della dirigenza di quel Circolo alla cui fama tanto ha contribuito, e si trova a navigare a vista, quasi anonimamente nel ventre della classifica con una rosa che manca dei grandi nomi sempre esibiti dopo gli esodi in direzione Recco degli anni scorsi e l’addio dei montenegrini quest’estate. Il Pescara, oggi denominato Water Polis, dopo diversi anni di A2 vissuti fra sofferenze e mille problemi, ha pochi giorni fa deciso di gettare la spugna, il gesto estremo: ritiro delle formazioni da tutti i campionati, il de profundis per la squadra che ha schierato Estiarte, i fratelli Calcaterra, Pomilio, D’Altrui e tanti altri nomi eccellenti del nostro sport.

Fa specie vedere come anni di trionfi non siano in alcun modo serviti a creare fondamenta solide, come le parole siano rimaste tali mentre i fatti precipitavano. Per quanto la situazione delle due società sia molto diversa (il Posillipo non è sparito dallo sport italiano, il suo settore giovanile continua a macinare titoli), non si può fare a meno di accomunarle in questo momento, e farsi parecchie domande su che senso abbiano le vittorie quando non creano stabilità. Oggi il testimone di signore e padrone del campionato è stabilmente tornato a Recco; e il giorno in cui Volpi decidesse di abbandonare?

6 dicembre 2009 Pubblicato da | Pallanuoto | Lascia un commento

   

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